food

Zucchini spaghetti :)

Avevo in testa questa ricetta da una vita.
Poi all’improvviso, come capita sempre (anche a voi?), la decisione.
Il tempo è poco, mille cose da fare, è caldissimo…ma…Li preparo ORA!
Complici due zucchine appena prese dall’orto di una coppia di amici 🙂

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Sto parlando degli spaghetti di zucchine, nel senso letterale del termine: in basso trovate un collage con i vari passaggi.
Il condimento è a vostra scelta: partendo da un semplice filo d’olio, aggiungete limone e parmigiano, ad esempio.
Questa volta io ho scelto all’ultimo minuto di preparare un velocissimo sugo al tonno.
Per realizzarlo fate soffriggere la cipolla, aggiungete la salsa di pomodoro (o dei cubetti freschi), il tonno, i capperi e, a fine cottura, qualche foglia di basilico.
Il risultato ci è piaciuto molto e, la prossima volta, lo proveremo nella versione super light con olio e limone.

Enjoy!
A.

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Nespole…

Io e mio fratello da bimbi ne mangiavamo a profusione, raccogliendole dall’albero.
Se fosse stato proprio in questo giorno, tanti anni fa nostra nonna Margherita ci avrebbe chiamati e noi saremmo corsi da lei, con le mani zuppe e zuccherose, per guardare in TV la sua grande passione: la parata con cavalli e pennacchi.
Poi mi avrebbe insegnato a giocare a carte, canticchiando “la pansè”…
Questa è una mattina di ricordi, Lovers…
Dolci e amari.
Nella quasi totalità dei fotogrammi del mio passato lei è con me…
Il conforto, l’unico, di non avere una grande memoria sta nell’indelebilità di alcuni ricordi.
Che davvero non scorderò mai.

A.

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Degust(esc)ion for Dummies pt.2

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Why/Perché?

Vi-no: due sillabe che contengono una realtà infinita, affascinante, estesa e dispersiva come è l’universo, con tanto di stelle luminose, galassie, pianeti e, credo,  altrettanto suggestiva.

Perfino  più facile da osservare, navigare o esplorare, conoscere e possedere.
Come?
Vi confesso, a bassa voce, che  abbiamo un piccolo vantaggio.
Non per vanto, anzi tutt’altro, ma va detto che  viviamo in un territorio  il quale, checché ne dica Standard & Poor’s per scoraggiarci o facciano i capi di stato per umiliarci, è il Centro (pausa) della (pausa) Terra (pausa) !!
La parola Mediterraneo vi suona familiare?
Se Tedeschi,  Giapponesi e Americani passano da qui di continuo qualche motivo ci sarà, no?

Che c’entra?
Vero che pure in Australia, in America Latina e nel Medio Oriente si produce vino e in certi casi eccellente.
Ma esiste una differenza sostanziale:
il nostro territorio ha un clima, una frammentazione territoriale e una varietà del frutto della vite e delle tecniche di vinificazione ereditate dalla nostra storia contadina e vitivinicola  che, insieme alla Francia e un po’ alla Spagna, ci rendono unici al mondo.
Fortunelli insomma.
Facciamoci un po’ i fighi… se Steve Jobs è nato col vantaggio di vivere nella Silicon Valley, tra  diritti d’ingegno e circuiti integrati, tra aziende innovative e creativi, noi siamo nati in un territorio altrettanto ricco, di storia ed eventi, di terreni fertili e umanità, di semplicità, di morbide colline, di mare e montagna, di acqua e minerali, di sole e natura, pieno di vita e arricchito nei secoli da coltivazioni di ogni specie come la vite (a filari o a tendone), la pianta da cui nasce l’uva.
Vi pare poco?
Questa cosa mi ha sempre fatto sentire responsabilizzato in qualche modo…
“chi c’ha il pane non c’ha i denti e chi c’ha i denti non c’ha il pane” … diceva un antico proverbio romano.

Noi abbiamo il pane, tanto pane e  forse solo di recente ci stiamo facendo ricrescere i denti, a qualcuno non sono mai caduti, ma in ogni caso..
Siamo storicamente il “centro della terra” e orgogliosamente “la regione mondiale” del vino.

Lo sapevate? Sapevatelo!

Quello che dico è che questo dato dovrebbe renderci responsabili di gestire un patrimonio così, ereditandolo consapevolmente, facendone tesoro e (QUANTOMENO) conoscendolo.
Gli strumenti li abbiamo sotto il naso, nel nostro DNA, e di naso è proprio giusto parlare 😉

M.

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DEGUSTESCION FOR DUMMIES 🙂

Corso spensierato sul vino

Premetto che scriverò un sacco di corbellerie, che il novanta percento di Voi sarà più esperto in materia di quanto io sia!
Come tutti, da sempre, amo la cucina, corteggio la buona e perdono la cattiva.
Come molti, da sempre, bevo vino con gusto; da qualche anno leggo le etichette e presto imparerò perfino ad annusarlo; per queste ragioni, a volte, mi è stato chiesto consiglio e sono diventato occasionalmente un ”referente alla mescita da tavola” tra amici, conoscenti e, qualche volta, tra estranei.
Tutto per suggestione, raramente per merito e forse qualche volta per un po’ di culo.

Quante volte a tavola, per un’importante occasione, da due in su, ci è capitato di provare il terrore del cameriere che si avvicina colla carta dei vini o, peggio ancora, colla bottiglia appena aperta da assaggiare?

Quante volte facendo la spesa siamo naufragati tra le infinite bottiglie degli scaffali ipotizzando le facce dei commensali in base a parentela o amicizia e come avrebbero reagito alla scelta fatta?
Forse tante, forse poche o forse mai. Il Collesecco di Pasquetta fa eccezione.

Questa è una guida alla “pseudo tecnica” della degustazione..no, meglio, alla possibilità di Normalman di trovare e provare un vinello decente;insomma una guida per principianti esperti scritta da un inesperto professionista.

Certo, il vino non è un problema di tutti i giorni come il caffè e i biscotti, il pane e la pasta, le uova e il prosciutto o l’affitto e il caro petrolio, ma una citazione inglese dice che la vita è troppo breve per bere vino cattivo e qui ci crediamo fermamente quindi….

Welcome!!  (e al prossimo capitolo….)

M.

Si cucina sempre pensando a qualcuno…

Quando Max è fuori città per lavoro torno sempre ad essere una sciagurata partendo dagli orari sballati per il riposo e, soprattutto, per il cibo.
Mangio in piedi o davanti al pc…popcorn, una pizza…
Non mi piace cucinare per me sola, il cibo è una festa…e che festa è se non puoi festeggiarla con chi ami?

Non posso negare di godere di questi momenti di “singletudine”, in cui mi focalizzo maggiormente sul lavoro o, semplicemente, metto me stessa al primo posto 🙂
Sono convinta che sia legittimo, giusto e anche salutare per la vita di coppia.
Certo è che stare assieme è appassionante e mantenere l’equilibrio tra individualità e vita matrimoniale è la cosa più complessa, bella e coraggiosa che ci sia.

Poi Max rientra, mi aiuta a riprendere i ritmi giusti e, con lui, parte la marotona delle coccole culinarie.

Questa settimana ho provato per la prima volta un piatto tipico, le “Pallotte cacio e ova”: una meraviglia di gusto e colori ottima anche per i vegetariani.
Nel collage in basso trovate i passaggi: la mia cucina è sempre molto casuale, non mi piace essere troppo precisa e fino ad ora, per mia fortuna, sono stata premiata 🙂
Ecco la mia ricetta per la preparazione delle Pallotte (dose – molto abbondante – per due persone)
– 5 fette di pane (anche raffermo va benissimo)
– 2 uova
– 200g di parmigiano
– un ciuffo di prezzemolo
– un pizzico di sale

In una ciotola separate la mollica dalla crosta e aggiungete tutti gli ingredienti assieme ad un goccino di acqua.
Lavorate fino a creare un impasto omogeneo e preparate le polpette: non c’è una regola fissa per la grandezza 🙂
Friggete le polpette in olio di semi (io scelgo quello di mais o arachidi) e lasciatele su un piatto con della carta assorbente.

Potete mangiarle a questo punto oppure aggiungerle ad un semplice sugo di pomodoro (preparato con basilico fresco e uno spicchio di aglio schiacciato), lasciarle insaporire e adoperarle per condire la pasta.
Enjoy!

 

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Un rimedio naturale contro l’anemia

Siamo sempre alla ricerca di cibi buoni che fanno bene.
Ecco una novità!
Porro e cime di ravanello aiutano a contrastare l’anemia ; )
Io li ho preparati da soli, facendoli saltare con olio e aglio e utilizzando la parte restante aggiungendola ad una zuppa di legumi e cereali.
Conoscevate questo mix salutare?
A.

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5 giorni in Provenza – Pt. 3

Giorno 4
Moustiere Sainte Marie è il “ paese che non ti aspetti”.
Nella programmazione delle vacanze sono io (Ale) che studia tempi e percorsi:  Moustiere è venuto fuori dopo alcune ostinate ricerche…volevo un borgo caratteristico e l’avevo trovato. Ho modificato il nostro percorso pur di arrivarci e…la mattina in cui siamo passati vicino a questa cittadina avevo completamente dimenticato di doverci passare…(nonostante lo schedule preciso :))
Io e Max avremmo perso una bella esperienza.
Come gran parte dei paesi della Provenza Moustiere è un borgo molto piccolo arroccato sulla montagna.
Un’ora è sufficiente per girarlo a piedi ma se volete davvero apprezzare questo posto potete addentrarvi  oltre, percorrendo un sentiero (con tanto di freschissima cascata) verso la montagna ma soprattutto salendo lungo i 690 mt che vi porteranno fino a alla piccola Notre Dame de Beavoir.

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La difficoltà nel salire (ma soprattutto nello scendere) sarà ripagata dal fresco riposo all’ombra dei pini che segnano l’ingresso alla chiesina e dal panorama mozzafiato…
Una vista profonda tinta di verde e blu.
Abbiamo salutato Moustiere pieni di emozione.
Ci aspettava lo spettacolo delle Gole del Verdon .
Devo ammettere che il colore smeraldo di questo percorso d’acqua è davvero incredibile come senza parole è tutto il percorso. Sapevamo che le Gole fossero artificiali ma abbiamo scoperto solo sul posto la loro storia (triste e molto comune purtroppo quando parliamo di dighe) che ha affiancato la loro realizzazione.

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Se avete voglia di approfondire trovate info più dettagliate Qui
Posso dire che, come al solito e diversamente da noi italiani, i francesi sono stati in grado di sfruttare  e far fruttare questa risorsa al 100% rendendola un’attrazione turistica (e navigabile).
La diga sfocia nel lago Saint Croix dove ci siamo fermati per un picnic con vino del Luberon “Les Amandier” e formaggi .
Prima del rientro ci siamo fermati a Riez.
Erano i primi giorni dei mondiali di calcio e abbiamo approfittato per guardare lì la partita dell’Italia.

Giorno 5 Ultimo giorno…doveva arrivare…E sapete bene quale sia la sensazione…l’amaro in bocca…

La percezione della fine di un viaggio è un po’ come quella della domenica di Leopardiana memoria…
La nostra tappa finale è stata la più “commerciale” Aix en Provence, lasciata per ultima per comodità vista la vicinanza con l’aeroporto di Marsiglia.
Aix è una tipica città universitaria: volendo azzardare un paragone potremmo vederla un po’ come la nostra Perugia.
Anche ad Aix siamo stati fortunati perché in quei giorni la città era nel pieno della festa della musica: band, professionali e improvvisate suonavano su palchi allestiti lungo tutte le strade e piazze.
In due minuti di cammino si passava dalla classica all’hard rock.
Il nostro hotel era lontano e noi, per onorare la nostra ultima cena francese (e il nostro primo anniversario di matrimonio) abbiamo fatto “cambio abito” in macchina e ci siamo dedicati una serata romantica…

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E siamo arrivati alla fine del nostro viaggio…
La Provenza è meravigliosa…piena di pace e bellezza. Una regione che, a due italiani come noi, ha anche fatto provare molta rabbia perché il rispetto che è DOVUTO ad un territorio in Francia è dato giustamente per scontato mentre noi qui facciamo fatica a valorizzare e, appunto, rispettare un ambiente e una storia con radici ben più ricche e profonde.
Insomma, il solito amaro in bocca.
Chissà dove ci porterà il nostro cuore la prossima volta?

A presto !

Ale e Max

P.S.

Avete perso la prima parte della nostra avventura?
La trovate Qui

Volete conoscere la nostra esperienza con il noleggio FireFly?
La trovate lunedì prossimo qui su LoveRocks 🙂