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Il Melograno Pescara: centro informazione maternità e nascita

C’è un posto a Pescara che, da qualche tempo a questa parte, è diventato uno dei miei rifugi felici.
Il mio nido.
Questo perché il Melograno, centro di informazione maternità e nascita, mi ha letteralmente accolta per il mio tirocinio e in qualità di futura mamma.

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La sede di Pescara, che fa parte di un coordinamento nazionale di associazioni, ha creato, con la collaborazione di pediatri, ostetriche, nutrizionisti, psicologi, consulenti in allattamento materno,  un luogo di accoglienza e sostegno alla genitorialità.

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Se può sembrare poco ai Lovers che ci leggono “da lontano” beh, qui non lo è per niente, perché è da poco che realtà nuove, che abbracciano la filosofia di una gravidanza e di un parto portati avanti con consapevole naturalezza ad esempio, sono presenti sul nostro territorio.

Il fine del Melograno è proprio questo quindi: favorire lo sviluppo di un atteggiamento critico e cosciente verso le tante scelte che segnano il percorso nascita oggi.

Io sono entusiasta, e voglio condividere con voi i loro appuntamenti 🙂

Ogni mercoledì l’associazione è aperta dalle 15 alle 21 con tante, tantissime attività:

h16 incontri “mamma-bambino”: dal massaggio infantile, allo svezzamento al portare in fascia
h18 movimento corporeo
h19 corso di accompagnamento alla nascita

 

Una volta al mese inoltre il centro accoglie per un seminario gratuito sulla genitorialità

Per me e Max è ancora presto per quest’ultimo incontro, ma ho già prenotato il corso sul portare 🙂
Pppssss …ci sarà il 20 luglio

Ecco l’indirizzo in cui raggiungere Luana, Concetta ed Emilia

Via Passolanciano, 50 Pescara

Potete seguire tutte le attività del centro anche sulla pagina FB ufficiale e sul sito internet

http://www.melogranope.org/

A presto,

A.

 

 

 

 

Homemade Butter!

Ciao Lovers,

abbiamo scoperto da poco che è possibile (e facilissimo!) realizzare il burro in casa…con della semplice panna fresca 🙂

Ho fatto qualche ricerca e vi posto la ricetta, eccola qui

Per 180 g di burro: 

Procuratevi un colino, una ciotola (o robot da cucina), un barattolo a chiusura ermetica, acqua e un paio di bottiglie in vetro, carta forno.

Versate 500ml di panna fresca in una ciotola o nel vostro robot da cucina

Piccolo tip: sarebbe meglio se i contenitori fossero molto freddi perché proprio il freddo aiuta a dividere la massa grassa dal latticello.

Montate a neve la panna con la frusta fino a farla smontare (dovranno passare circa 10 minuti).
Eh si, proprio così, deve impazzire 😉
Ve ne accorgerete dal colore, che da bianco candido (e invitante) diventerà giallo.
Raccogliete i fiocchi e lasciateli sgocciolare in un colino aiutandovi anche con le mani: fate attenzione ad appoggiare il colino su un contenitore perché il liquido in eccesso (che si chiama latticello) potrà esservi utile (ve lo dico più giù)

Adagiate i fiocchi sulla carta forno e date la forma al panetto.

A questo punto potete lasciare il vostro burro così, trasferendolo in un barattolo di vetro a chiusura ermetica (in frigo durerà almeno 1 mese, in freezer anche un 1 anno) oppure potete

– Aromatizzarlo usando la granella di pistacchio, l’erba cipollina o l’olio al tartufo

– Salarlo aggiungendo circa il 3% del suo peso in sale marino (lavoratelo a pomata in una ciotola, aggiungete il sale e lavoratelo ancora)

– Trasformarlo in una crema dolce da spalmare sul pane, aggiungendo 20 grammi di miele  a 100 grammi di burro lavorato a pomata. Merenda!!

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pic from jordansonion.com

 

Ho trovato questi consigli sull’utilissimo scattidigusto.it assieme al metodo per riciclare il latticello

Prima vi dicevo di non buttarlo ma farlo colare in un contenitore (o in una bottiglia) al momento della spremitura del burro.
Una volta raccolto, fatelo passare attraverso un colino e raccoglietelo in una bottiglia: è un alimento povero di grassi  (26 calorie per 100 cc) e proteine ma è ricco di sali minerali (calcio, magnesio, potassio – che lo rendono un alimento alcalinizzante correggendo l’acidosi e partecipano al buon funzionamento del sistema nervoso e cardiovascolare e diuretico – e fosforo), vitamine (la B2 ad esempio) e aminoacidi che  contribuiscono a stimolare il sistema immunitario.

Unico difetto: il latticello è costituito principalmente dal lattosio, per  cui rappresenta un vero veleno per  i soggetti intolleranti 😦

 

 

 

 

Degust(esc)ion for Dummies pt.2

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Why/Perché?

Vi-no: due sillabe che contengono una realtà infinita, affascinante, estesa e dispersiva come è l’universo, con tanto di stelle luminose, galassie, pianeti e, credo,  altrettanto suggestiva.

Perfino  più facile da osservare, navigare o esplorare, conoscere e possedere.
Come?
Vi confesso, a bassa voce, che  abbiamo un piccolo vantaggio.
Non per vanto, anzi tutt’altro, ma va detto che  viviamo in un territorio  il quale, checché ne dica Standard & Poor’s per scoraggiarci o facciano i capi di stato per umiliarci, è il Centro (pausa) della (pausa) Terra (pausa) !!
La parola Mediterraneo vi suona familiare?
Se Tedeschi,  Giapponesi e Americani passano da qui di continuo qualche motivo ci sarà, no?

Che c’entra?
Vero che pure in Australia, in America Latina e nel Medio Oriente si produce vino e in certi casi eccellente.
Ma esiste una differenza sostanziale:
il nostro territorio ha un clima, una frammentazione territoriale e una varietà del frutto della vite e delle tecniche di vinificazione ereditate dalla nostra storia contadina e vitivinicola  che, insieme alla Francia e un po’ alla Spagna, ci rendono unici al mondo.
Fortunelli insomma.
Facciamoci un po’ i fighi… se Steve Jobs è nato col vantaggio di vivere nella Silicon Valley, tra  diritti d’ingegno e circuiti integrati, tra aziende innovative e creativi, noi siamo nati in un territorio altrettanto ricco, di storia ed eventi, di terreni fertili e umanità, di semplicità, di morbide colline, di mare e montagna, di acqua e minerali, di sole e natura, pieno di vita e arricchito nei secoli da coltivazioni di ogni specie come la vite (a filari o a tendone), la pianta da cui nasce l’uva.
Vi pare poco?
Questa cosa mi ha sempre fatto sentire responsabilizzato in qualche modo…
“chi c’ha il pane non c’ha i denti e chi c’ha i denti non c’ha il pane” … diceva un antico proverbio romano.

Noi abbiamo il pane, tanto pane e  forse solo di recente ci stiamo facendo ricrescere i denti, a qualcuno non sono mai caduti, ma in ogni caso..
Siamo storicamente il “centro della terra” e orgogliosamente “la regione mondiale” del vino.

Lo sapevate? Sapevatelo!

Quello che dico è che questo dato dovrebbe renderci responsabili di gestire un patrimonio così, ereditandolo consapevolmente, facendone tesoro e (QUANTOMENO) conoscendolo.
Gli strumenti li abbiamo sotto il naso, nel nostro DNA, e di naso è proprio giusto parlare 😉

M.

Si cucina sempre pensando a qualcuno…

Quando Max è fuori città per lavoro torno sempre ad essere una sciagurata partendo dagli orari sballati per il riposo e, soprattutto, per il cibo.
Mangio in piedi o davanti al pc…popcorn, una pizza…
Non mi piace cucinare per me sola, il cibo è una festa…e che festa è se non puoi festeggiarla con chi ami?

Non posso negare di godere di questi momenti di “singletudine”, in cui mi focalizzo maggiormente sul lavoro o, semplicemente, metto me stessa al primo posto 🙂
Sono convinta che sia legittimo, giusto e anche salutare per la vita di coppia.
Certo è che stare assieme è appassionante e mantenere l’equilibrio tra individualità e vita matrimoniale è la cosa più complessa, bella e coraggiosa che ci sia.

Poi Max rientra, mi aiuta a riprendere i ritmi giusti e, con lui, parte la marotona delle coccole culinarie.

Questa settimana ho provato per la prima volta un piatto tipico, le “Pallotte cacio e ova”: una meraviglia di gusto e colori ottima anche per i vegetariani.
Nel collage in basso trovate i passaggi: la mia cucina è sempre molto casuale, non mi piace essere troppo precisa e fino ad ora, per mia fortuna, sono stata premiata 🙂
Ecco la mia ricetta per la preparazione delle Pallotte (dose – molto abbondante – per due persone)
– 5 fette di pane (anche raffermo va benissimo)
– 2 uova
– 200g di parmigiano
– un ciuffo di prezzemolo
– un pizzico di sale

In una ciotola separate la mollica dalla crosta e aggiungete tutti gli ingredienti assieme ad un goccino di acqua.
Lavorate fino a creare un impasto omogeneo e preparate le polpette: non c’è una regola fissa per la grandezza 🙂
Friggete le polpette in olio di semi (io scelgo quello di mais o arachidi) e lasciatele su un piatto con della carta assorbente.

Potete mangiarle a questo punto oppure aggiungerle ad un semplice sugo di pomodoro (preparato con basilico fresco e uno spicchio di aglio schiacciato), lasciarle insaporire e adoperarle per condire la pasta.
Enjoy!

 

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Come ti appendo al muro :)

E qui a casa siamo ancora in fase di sistemazione…
Per distrarmi dalle montagne di panni, scatole e vecchi mobili della proprietaria (fossero almeno mobili vintage!) sto studiando “il metodo” più carino per appendere (o appoggiare) i quadri in casa.
Appoggiarli su un mobile o una mensola è il mio sistema preferito, ma devo dire che anche le geometrie su parete non sono affatto male 🙂
Qui sotto trovate un piccolo tutorial
tutorial sistemare i quadri

e qualche suggerimento

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images (53)  disporre quadri2

Noi abbiamo fatto così

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Go for a walk

Buongiorno Lovers…
Oggi riesco dopo giorni ad avere una piccola pausa dal lavoro e ho pensato che non ci fosse niente di meglio che passeggiare.
La mia città natale, Termoli, in questo periodo è affollata di turisti…Ne sono felice ma devo ammettere di preferirla silenziosa…
Passeggiare in riva al mare, vivere il borgo in poche parole sussurrate è ciò che più mi piace…
Ecco qualche scatto di questa mattina, fatto assieme a Max
Enjoy
A.

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foto scattate con Samsung Galaxy Nexus