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Di cosa abbiamo davvero bisogno per il grande arrivo? La “Lista Nascita”: Pro e Contro

Un dilemma che molti futuri genitori si pongono…
E se non se lo pongono…Beh, abbiamo idea che la loro casa diventer√† presto piena di aggeggi completamente inutili ūüôā
Cosa serve davvero a Pandorina e può essere utile a noi?
La risposta è: POCO!
Da una parte perch√©, come per tutti gli eventi e le feste comandate, la nascita √® diventata un enorme business, dall’altra invece perch√© √® giusto, e bellissimo, alimentare quel circolo virtuoso che √® il mercato dell’usato, del baratto e del prestito.
In questo senso noi siamo stati davvero fortunati: tanti amici (grazie Basso, Katy, Marta) ci hanno sostenuto con regali (duraturi o temporanei) grazie ai quali abbiamo potuto risparmiare davvero tanto, convogliando energie e spese in cose ancora pi√Ļ importanti.

Una cosa per√≤ resta: come aiutarci e aiutare amici e parenti nell’acquisto di quello che davvero pu√≤ esserci indispensabile, evitando inutili doppioni?
La soluzione che abbiamo scelto, come per il matrimonio, supportata dal fatto che si vive in città diverse, è la lista nascita.

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Lo store maggiormente presente sul territorio è Prénatal, la decisione quindi è stata quasi obbligata.
E diciamo questo perché, ad essere sinceri, non siamo completamente soddisfatti rispetto alla varietà che questo grande punto vendita offre.
Saranno diverse quindi le spese “extra” che dovremo sostenere: fascia rigida, marsupio e pannolini lavabili, ad esempio…aldil√† di alcuni brand pi√Ļ conosciuti non √® possibile trovare prodotti di qualit√† che rispettino criteri come ergonomia e sostenibilit√† ambientale.
Sicuramente la forza di questa catena è la capillarità sul territorio.

Ma torniamo alla parte pratica e utile…
Come si apre la lista nascita in un punto Prénatal?
In 5 punti ecco tutto quello che dovete sapere ūüėČ

1) Per l’apertura √® necessario essere titolari della Pr√©natal Card (attivabile gratuitamente in tutti gli stores) e prenotare un appuntamento in modo che, nel giorno stabilito, uno dei venditori sia a nostra disposizione per consigliarci rispetto alle necessit√†;
2) I prodotti scelti non sono vincolati o vincolanti da obbligo di acquisto e, una volta inseriti nel sistema gestionale è sempre e comunque possibile eliminarli o sostituirli;
3) Oltre all’acquisto del singolo prodotto, in base alle possibilit√† di ognuno si pu√≤ scegliere l’opzione gift card: una sorta di salvadanaio in cui ognuno pu√≤ depositare qualsiasi cifra che diventer√† spendibile a piacimento dei futuri genitori;
4) Quando la lista √® pronta verranno inviati, alla mail indicata in negozio, due link: uno da girare ad amici e parenti e l’altro, per mamma e pap√†, in cui sar√† possibile visionare gli aggiornamenti sugli acquisti fatti¬†(e se dovessimo dimenticarcene una mail ci informer√† ad ogni regalo ricevuto)
5) In base all’importo raggiunto nella lista al momento della chiusura (e fino a 9 mesi successivi all’apertura) verr√† emesso un buono sconto il cui valore sar√† pari al 5 o al 10% (rispettivamente per un importo uguale o superiore a 500 euro per il primo e uguale o superiore a 1000 euro per il secondo) del valore di tutti gli articoli acquistati o regalati

 

ATTENZIONE
PER MAMME E PAPA’: √® possibile modificare i prodotti della lista solo in negozio ūüė¶
PER AMICI E PARENTI: non è possibile acquistare gli articoli della lista online!
Sul sito potete visionare la lista con i relativi prezzi ma per comprare √® necessario recarsi fisicamente in negozio…Speriamo che questa opzione sia attivabile presto, la comodit√† di visionare una lista online √® anche legata al successivo (e diretto) acquisto, non trovate?

A. & M.

 

 

#aiutiamoAMAtrice

Hello Lovers,
oggi ci rivolgiamo in particolare ai nostri followers pi√Ļ vicini, ma la splendida iniziativa di cui stiamo per parlarvi, e che molti di voi conosceranno gi√†, √® attiva in tutta Italia grazie all’idea del food blogger Paolo Campana, founder di Bloggokin.it
“Un piatto di amatriciana per aiutare la popolazione di Amatrice e le zone colpite dal sisma ”¬†che si traduce in 2 euro (1¬†lo mettono i clienti, l’altro i ristoratori) per ogni piatto di amatriciana ordinato e consumato.

Una maniera gustosa e solidale per celebrare quello che a giorni sarebbe stato, proprio ad Amatrice, il 50esimo anniversario di uno dei piatti della cucina italiana pi√Ļ famosi nel mondo.
Il suo piatto.
L’Amatriciana.

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A¬†Montesilvano, Il Ristorante Sap√≤, in collaborazione con il pastificio artigianale (che noi adoriamo!!)¬†Rustichella d’Abruzzo, la macelleria¬†MisterChef srl¬†e la¬†Cantina Monteselva¬†¬†ha dato la sua disponibilit√† aderendo all‚Äôiniziativa lanciata da Paolo Campana.
Cinque serate (fino al 28 Agosto) per raccogliere fondi a favore delle popolazioni terremotate.
La spaghettata si terr√† tutte le sere lungo marciapiede adiacente il ristorante, con una grande tavolata ūüôā
Il prezzo è semplicemente deciso dal cliente.

Al termine delle cinque serate sar√† pubblicato l‚Äôincasso il cui ricavato verr√† devoluto alla Italian Red Cross ‚Äď Croce Rossa Italiana in favore dei terremotati di Amatrice.

E allora…ci andiamo?
A & M

 

Star “Was”

Va bene, il sedici del mese scorso¬†√® uscito il VII episodio della saga:¬†da bravo “nerdone” mi riconosco nella generazione che ha segu√¨to gli eventi galattici attraverso gli anni e le vicende dei “cazzoni in pigiama con le navicelle”, i mostriciattoli e le spade laser;
ammetto, non mi sono affrettato a prenotare il biglietto come per il concerto degli Stones perch√© vivo alla giornata, cerco fonti d’acqua nella giungla e non ho un foglio excel di quando andr√≤ al cinema;
mi sono rassicurato che le acque disneyane di questa marea commerciale si sarebbero calmate e il corso sarebbe proseguito per almeno un paio di settimane dopo cinepanettonia;
ho provato due volte a raggiungere un cinema con impianto acustico degno e uno schermo pi√Ļ grande di quello dove vedo TG Leonardo a pranzo…
un giorno c’era la folla che manco il mercato del pesce di Tokyo all’apertura delle vendite… e non ho pensato di arrivare un’ora prima per i motivi di cui sopra;
un altro giorno la proiezione era interrotta per spostarsi in sala pi√Ļ piccola.
oggi, il giorno successivo, si pu√≤ andare alle tre di pomeriggio, dopo i maccheroni, o la notte alla mezza…in entrambi i casi a rischio colpo di sonno prima del successivo Sarni spaziale.

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In conclusione insomma…non lo vedr√≤ al cinema e torner√≤ al mio piccolo mondo streaming a testa bassa.
Non mi lamenterò di aver subito un abuso da parte della Forza e ricorderò le parole del maestro Yoda:
“La vista un senso sopravvalutato √®, usa la Forza dentro di te e potrai vedere pi√Ļ di quello che i tuoi occhi vedono” o qualcosa del genere… i pop corn li ho mangiati lo stesso e i problemi nella vita sono altri.

Per√≤ confesso che sento pi√Ļ vicina la presenza del lato oscuro¬†ūüôā

Maestro, secondo lei c’√® vita nell’universo?
Mah, qualcosa il Sabato sera!(Cit.)

M.

 

Quando mancano 4 giorni al Natale

Anche quest’anno non potevano mancare i proverbiali e personalissimi auguri di Max ūüôā
Enjoy e Buon Natale a tutti voi, Lovers!

“Anche oggi, come ogni anno,¬†“mancano quattro giorni…”;
Il Natale e Star Wars non dovrebbero sfuggire alla nostra attenzione,
da quanto mi appare accennatamente.
Al film direi che non rinuncerò, pure se la forza e il suo risveglio potranno aspettare che la febbre sia passata.

Al Natale spero di arrivare incolume, con un pensiero efficace per ognuno dei miei affetti, amici e conoscenti; godendo pi√Ļ che altro dell’ occasione di parlare, del piacere di ritrovarsi, del frutto dello stare insieme che alla fine √® utile sempre per nutrimento quando poi si torna a stare soli.
Questo, un piatto buono e un bicchiere di rosso li auguro a tutti.

Vorrei che la mia donna fosse felice, che mia madre fosse serena, che mia sorella fosse gioiosa e tutti quanti come lei, perché il bene loro è praticamente il mio e non avrei altro di cui preoccuparmi.

Lo vorrei, anche se non √® ancora Natale, oggi che “mancano quattro giorni”.
Se potesse essere così sempre e comunque, anche se non fosse Natale un giorno, ci sarebbe comunque.

Magari √® scontato ma, come “Una poltrona per due”, si replica con piacere.

Era una lacrima per il mio “spirito del Natale passato”, un cinque per quello “presente” e un occhiolino al “futuro”.

Peace Yo
M.

L’endometriosi √® una “malattia mentale”

Cari Lovers,
qualche tempo fa ho scritto una mail a Vanity Fair.
Volevo, finalmente, raccontare la storia della mia endometriosi, una malattia che condivido con tante donne.
Sono felicissima di comunicarvi che la lettera è stata pubblicata sul numero 8 della rivista.
Eccola.
A.

Scrivo adesso.
Poche ore prima di entrare in sala operatoria.

Questa lettera è in bozza da mesi.
Avevo letto l’intervista di un’amica che raccontava della sua malattia e mi ero sentita forte, responsabile.
Pronta a raccontare anche la mia.

Il tempo poi, tra mille cose da fare è passato.
Adesso per√≤, ora che ho in mano la data dell’intervento, non posso pi√Ļ rimandare.
L’urgenza √® dettata dalla voglia di far capire, di rendere consapevoli di quale sia la bestia con cui io e tante, troppe, donne stiamo combattendo.
Perch√© l’endometriosi √® cos√¨.
Una finta, una malattia “mentale”, immaginaria.
Perché non la vedi.
E spiegare ogni volta a chi ti sta di fronte qualcosa che lui non vede è davvero dura.

Soffro di questa malattia, senza saperlo neppure io, dal liceo.
All’ennesima dichiarazione di malessere ai miei genitori una loro amica intervenne dicendo:
tu hai le manie di protagonismo, vuoi attirare l’attenzione su di te e per questo motivo ti provochi delle emorragie.
Non scorderò mai quelle parole. Feroci e disattente.

Accidenti. Ero una maga e non lo sapevo.
Cominciarono le visite dal ginecologo. Le prescrizioni di pillole e pilloline.
Ma io soffrivo. Ero sfiancata. Lo si leggeva negli occhi se si stava attenti ai segnali.
Nel 2008 arriva la diagnosi.
Nello stesso anno il primo intervento: asportazione di cisti endometriosiche sul’ovaio sinistro.
Forse c’√® una cosa che non si conosce:
la malattia si riproduce molto velocemente in età fertile.
Quando si interviene chirurgicamente va “pulita” bene perch√© altrimenti ci saranno maggiori possibilit√† che si diffonda di nuovo.
Così è successo a me.
Il ginecologo che mi operava non sapeva bene cosa stesse facendo: non seguì le giuste procedure.
Lo interpellai per chiedergli spiegazioni e lui alzò le mani dicendomi di rivolgermi ad uno specialista.
Da lì è cominciato il mio viaggio.
Milano, Negrar, Bologna, Roma, Bari, Pescara.
I pareri erano¬†contrastanti. C’era chi perdeva i risultati di esami difficili e dolorosi, chi mi metteva in menopausa farmacologica per tre anni.
E poi c’era l’enantone, la proposta di fare figli subito per sperare di non riammalarmi. Oppure quella di operarsi.
In una clinica in particolare per 13mila euro, ad esempio.
I soldi, già.
Quanti soldi.
Fino a 350 euro per una visita. Centinaia di euro per le terapie farmacologiche e antidolorifiche.
E vai a spiegare cosa hai…racconta che prendi una pillola anticoncezionale senza interruzione come terapia, non per divertimento.
Nessun riconoscimento. Nessun supporto.
Nell’ultimo anno e mezzo ho scelto di smettere le terapie.
La malattia si è ripresentata in un istante.
IV stadio. Il pi√Ļ grave. Utero, ovaie, tube, douglas, ureteri si sono incollati, uno all’altro, ancorandosi alla parete addominale.
Nella zona sacrale la malattia ha creato delle placche. Ora conosco la causa dei dolori continui a schiena e gambe.
Nell’ospedale in cui sono ricoverata ci sono donne di tutte le et√†, persino una bambina di 10 anni.
10 anni.
Dovrà combattere per tutta la vita con una sconosciuta.
Perché sconosciute sono le case di questo cancro. Che non ti fa morire. Ma ti rende la vita impossibile.
Sarei felicissima, caro direttore, se volesse raccontare non tanto la mia storia, ma quella di questo male invisibile.
In modo che non debba spiegare, ogni santa volta, perché non riesco a stare seduta, perché mi stanco dopo poche ore in piedi, perché ho spesso la febbre.
Perché non ho bambini.
Mi aiuta in questa sfida?

Alessandra