Abruzzo

Il Melograno Pescara: centro informazione maternità e nascita

C’è un posto a Pescara che, da qualche tempo a questa parte, è diventato uno dei miei rifugi felici.
Il mio nido.
Questo perché il Melograno, centro di informazione maternità e nascita, mi ha letteralmente accolta per il mio tirocinio e in qualità di futura mamma.

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La sede di Pescara, che fa parte di un coordinamento nazionale di associazioni, ha creato, con la collaborazione di pediatri, ostetriche, nutrizionisti, psicologi, consulenti in allattamento materno,  un luogo di accoglienza e sostegno alla genitorialità.

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Se può sembrare poco ai Lovers che ci leggono “da lontano” beh, qui non lo è per niente, perché è da poco che realtà nuove, che abbracciano la filosofia di una gravidanza e di un parto portati avanti con consapevole naturalezza ad esempio, sono presenti sul nostro territorio.

Il fine del Melograno è proprio questo quindi: favorire lo sviluppo di un atteggiamento critico e cosciente verso le tante scelte che segnano il percorso nascita oggi.

Io sono entusiasta, e voglio condividere con voi i loro appuntamenti 🙂

Ogni mercoledì l’associazione è aperta dalle 15 alle 21 con tante, tantissime attività:

h16 incontri “mamma-bambino”: dal massaggio infantile, allo svezzamento al portare in fascia
h18 movimento corporeo
h19 corso di accompagnamento alla nascita

 

Una volta al mese inoltre il centro accoglie per un seminario gratuito sulla genitorialità

Per me e Max è ancora presto per quest’ultimo incontro, ma ho già prenotato il corso sul portare 🙂
Pppssss …ci sarà il 20 luglio

Ecco l’indirizzo in cui raggiungere Luana, Concetta ed Emilia

Via Passolanciano, 50 Pescara

Potete seguire tutte le attività del centro anche sulla pagina FB ufficiale e sul sito internet

http://www.melogranope.org/

A presto,

A.

 

 

 

 

#Endowhat?

Care Lovers, sapete quanto stia provando, nel mio piccolo (e non senza difficoltà), a parlare dell’endometriosi…la malattia che mi è stata diagnosticata 7 anni fa (con almeno 10 anni di ritardo nella diagnosi) e contro la quale io, come tantissime, stiamo portando avanti la nostra personale battaglia.
Mi piaceva condividere con voi due bellissimi progetti:

– il primo, americano e realizzato da Shannon Cohn, consiste nella realizzazione di un docu-film che mira proprio al racconto di questa famosa sconosciuta attraverso storie e interviste…

“A new film about the most common, devastating disease most people have never heard of” 

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Devo ammettere di averlo trovato davvero emozionante…
Per portare a termine l’impresa sono necessari fondi. Se avete voglia di informarvi e/o dare il vostro contributo potete farli Qui.
La campagna di crowdfunding su Indiegogo è conclusa ma c’è comunque la possibilità per una donazione 🙂

– il secondo è  invece qualcosa di molto più vicino a noi…
E’ la worldwide EndoMarch, evento di sensibilizzazione sull’endometriosi, fondato e sponsorizzato da Drs. Nezhat & Family Foundation, che si terrà a Roma il 19 Marzo

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In questa occasione chiederemo ancora e ancora diritti…per una malattia invalidante che colpisce 1  donna su 10 e per la quale non è stata ancora trovata una cura che non consista nell’aggressiva invasività chirurgica o in dannosi farmaci palliativi…Potete trovare tutte le info sull’evento Qui e, se siete in Abruzzo e volete partecipare alla marcia assieme a tutte noi e acquistare la tshirt dedicata potete rivolgervi a me contattandomi sulla nostra pagina FB, Love Rocks  (pppstt…la trovate anche qui affianco, alla vostra destra :))

Grazie!
A.

 

Benvenuto davvero

Lo sapete, Love Rocks è un blog a 4 mani (e 4 zampe :)).
Doppio post allora e Buon 2016 a tutti voi!

L’anno di Ale

Definirlo “annus horribilis” sarebbe eccessivo…ma è pur vero che questo 2015 con me clemente non lo è stato…
Non mi mancherà quindi.
No, direi proprio di no.
Le riflessioni però, si sa, sono sempre dietro l’angolo quando si tratta di dare una svolta metaforica alla nostra vita.
Quando speriamo di aver imparato dalle brutte esperienze, dalle delusioni cocenti e da quelle che si rinnovano perché, diciamolo, non è semplice apprendere e applicare. Pur applicandosi 🙂

Quel che credo quindi è che cercherò di raccogliere quello che ho seminato e continuerò a seminare.
Proverò a difendermi meglio, a parare i colpi.

Proverò però anche ad accogliere. Amici, emozioni ed esperienze.
Un po’ di più di quanto io abbia fatto. E qui posso impegnarmi davvero!

L’amore poi…anche qui c’è da migliorare…continuando ad affinarsi mantenendo sempre la propria identità.
Cercando di avere pazienza e non perdendo la mia proverbiale severità 😉

L’anno scorso a Firenze, dopo un viaggio nella tormenta di neve, brindavo con una carissima amica facendo incetta di confidenze e coccole.

Questi ultimi giorni mi hanno regalato, con un’altra grande amica, una nuova premura.
Qualcosa che, se pur farò fatica ad applicare, non dimenticherò mai.
E quindi grazie agli amici, quelli veri.
Si. Possiamo concluderlo così quest’anno.
Tra gli amici veri.
Auguri a tutti voi Lovers!

A.

L’anno di Max

L’anno che verrà è la cosa più bella dell’anno che passa; senza polemiche o vittimismo.

Magari festeggiamo soprattutto per coltivare questo pensiero, normalmente preferiamo nutrire speranze che tirare bilanci.

La natura umana fortunatamente ci suggerisce di guardare alle piccole speranze sorpassando le grandi delusioni.
Realizzare i sogni ci tiene vivi; alle volte i sogni sopiscono sotto la cenere come la brace, in attesa di rinfocolare ardentemente ma senza mai spegnersi.

Un anno è tanto o poco ma principalmente è tempo:
“Il tempo è l’unico vero capitale che un essere umano ha e l’unico che non può permettersi di perdere” (T.Edison)

Quello che mi augurerei per domani, l’anno a venire, quelli dopo, e auguro a tutti intorno a me è la ricchezza del tempo.
Il tempo che dispone, che lascia spazio per sognare ma anche agire e realizzare;
perché in un anno può succedere qualcosa di meravilgioso o qualcosa di terribile, ma il tempo non si ferma.
Perché un anno non è niente per l’albero in Svezia che ha novemilacinquecentocinquantasette anni ed era tanto per me, quando ne avevo uno solo;
se si ha tempo davvero non importa che anno sia, se sia a metà, finisca o stia iniziando.

Auguri

M.

 

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30 ore in Abruzzo – viaggio dentro (e intorno) alla valle Peligna

Una delle tante, tantissime, qualità dell’Abruzzo è quella di avere una moltitudine di variabili e scelte per fare vacanza: in meno di un’ora si passa dal mare alla montagna passando attraverso paesaggi mozzafiato.
Fare vacanza a volte non è possibile…E allora perché non approfittare dell’opportunità per organizzare un mini viaggio proprio qui?

Il nostro suggerimento parte dalla base minima di relax, 30 ore 🙂
Ecco il nostro cronoprogramma, con partenza da Pescara.
Abbiamo scelto la nostra città perché può esservi utile e comoda anche grazie all’aeroporto ma, come dicevo, è possibile, con un impegno minimo, declinare queste ore in tantissimi percorsi diversi.

Per ogni destinazione troverete il link con le info utili
So, let’s start 🙂

Giorno 1
(lasciamo a voi la scelta dell’ora di partenza, ma non esagerate con i sonnellini e partite entro le 11 :P)

Pescara: spiaggia, bagno, sole

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pranzo, caffè e passeggiata in paese
Ci siete mai stati? la città dei confetti affonda le sue radici nell’epoca romana. Passeggiare lungo le sue strade crea uno scompiglio malinconico…Da non perdere.

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Sulmona (frazione Badia):
1) visita all’Abbazia Celestiniana di Santo Spirito al Morrone (trovate tutte le info e gli orari di apertura Qui)
Scoprire questo posto è stato emozionante…abbiamo avuto la fortuna di arrivare in tempo per una visita guidata (gratuita) in cui ci è stata spiegata la storia dell’abbazia che da chiesa medievale è diventata ricca roccaforte dei celestini per poi essere trasformata in carcere e
Il lungo lavoro di restauro sulla struttura seicentesca è quasi completo, manca solo la chiesa, ma vale già davvero la pena, anche solo perché non ci si aspetterebbe mai di trovare un luogo così bello (una delle più grandi abbazie del centro sud) proprio lì.
Eh si perché, come al solito, non esiste valorizzazione (né pubblicità sufficiente)…ma rischiamo di cadere nella solita trappola della lamentela e quindi, lasciamo a voi le considerazioni 😛
2) escursione e merenda all’Eremo di Sant’Onofrio; visita al tempio italico di Ercole Curino
Dobbiamo confessarvelo…non siamo saliti fino all’Eremo anche se avremmo voluto tanto…
Avevamo Camilla con noi (la mia amata pelosina festeggia 14 anni tra due mesi) e non ce la siamo sentita di salire perché era molto caldo…ma torneremo 🙂

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Sosta alla Riserva naturale regionale delle Gole del Sagittario (Oasi WWF dal 1991):
Come tutte le cose belle, non era prevista…anche se io avevo da tempo una gran voglia di visitarla!
Ma, sapete com’è, tra una curva e l’altra abbiamo trovato il cartello e non abbiamo resistito alla tentazione di fermarci 🙂
La riserva delle Gole è splendida ed è possibile passeggiare, fare il bagno nelle acque super gelate (pur essendo questo un periodo di relativa secca) e fare un picnic.
La natura è incontaminata e, in alcuni tratti, sembra davvero di trovarsi in un altro mondo.
Camilla strafelice, noi ancor di più 😉

 

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Arrivo a Scanno:
Ok. Siamo totalmente impazziti per questo paese.
Il solo arrivare a destinazione (percorrendo strade strettissime lungo rocce e dirupi e dando un primo sguardo al lago di San Domenico e a quello della stessa Scanno), è sufficiente.
Scanno è fiorente, deliziosa, ricca di persone e vita e soprattutto di “nonnine” vestite nel costume tipico.
Ok, io sono di parte perché amo le nonnine, ma come si fa non adorarle?

Dopo l’aperitivo con cedrata Tassoni di ordinanza (:P) in piazza, abbiamo scelto di cenare e pernottare nel Bio Agriturismo Valle Scannese, totalmente immerso nella natura ma non lontano dal paese.
Trovate la mia recensione della struttura cliccando Qui

Giorno 2

Caffè in paese e pranzo al lago di Scanno:
Abbiamo scelto di fermarci a circa la metà del percorso, in una piccola spiaggia.
Che dire…emozione, il mio primo bagno al lago (un’altra delle esperienze vissute grazie a Max)!
Acqua smeraldo fredda al punto giusto ma meravigliosa (ricordate di portare delle scarpe in gomma perché la riva e il fondale sono sassosi)

Info utile: Ai nostri amici cani è permesso l’ingresso ma non la balneazione

Per il pranzo abbiamo scelto di far preparare dei panini in un negozio di alimentari (provate il pan focaccia a proposito!)

Visita all’Eremo di San Domenico (VillaLago)

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Sosta a Cocullo e ritorno a casa.

30 ore totali.
Potete scegliere di aggiungere o togliere alcune tappe a sarà un mini viaggio pieno di emozioni e bellezza.
Avrete voglia di tornare, restare più tempo, raccontare il soggiorno ai vostri amici.
Noi torneremo.
Su questo non c’è alcun dubbio.
A presto Lovers,

A.

 

 

FoodSharing? Si, Grazie

Se ne parla da diversi anni, ma in Italia di fatto sono ancora pochi i passi fatti verso la filosofia del ‪#‎foodsharing‬
In Italia lo spreco di cibo tocca soglie assolutamente non dignitose…è per questo motivo che, calcando le orme dei modelli stranieri, stanno nascendo piattaforme che consentono in modo rapido ed efficace di condividere i nostri “avanzi” con chi ne ha bisogno, evitando così sprechi inutili.
Il merito dell’inversione di tendenza va, nello specifico, a tre realtà online che puntano sullo scambio o la messa a disposizione di cibo avanzato o in prossima scadenza:

C’è poi un’altra meravigliosa iniziativa ed è quella di AvanziPopolo, un progetto ideato dall’associazione Incontra insieme ad un gruppo di soggetti che lavorano nel campo dell’innovazione sociale e della solidarietà, finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito dell’iniziativa “Puglia Capitale Sociale”

(…) l’intenzione è quella di mettere in rete le energie di chi opera nel settore del volontariato e dell’innovazione sociale per cercare di intervenire sul problema dello spreco di cibo e della povertà crescente. Dalle raccolte di prodotti alimentari nei quartieri della città, all’organizzazione di seminari o eventi, fino alla predisposizione di una piattaforma che incoraggi lo scambio gratuito di cibo anche per piccole quantità, avendo a cuore il principio per cui “nulla deve essere buttato, tutto deve essere condiviso” (…)

Speriamo che il fenomeno si diffonda presto e arrivi anche in Abruzzo!

A. & M.

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Si cucina sempre pensando a qualcuno…

Quando Max è fuori città per lavoro torno sempre ad essere una sciagurata partendo dagli orari sballati per il riposo e, soprattutto, per il cibo.
Mangio in piedi o davanti al pc…popcorn, una pizza…
Non mi piace cucinare per me sola, il cibo è una festa…e che festa è se non puoi festeggiarla con chi ami?

Non posso negare di godere di questi momenti di “singletudine”, in cui mi focalizzo maggiormente sul lavoro o, semplicemente, metto me stessa al primo posto 🙂
Sono convinta che sia legittimo, giusto e anche salutare per la vita di coppia.
Certo è che stare assieme è appassionante e mantenere l’equilibrio tra individualità e vita matrimoniale è la cosa più complessa, bella e coraggiosa che ci sia.

Poi Max rientra, mi aiuta a riprendere i ritmi giusti e, con lui, parte la marotona delle coccole culinarie.

Questa settimana ho provato per la prima volta un piatto tipico, le “Pallotte cacio e ova”: una meraviglia di gusto e colori ottima anche per i vegetariani.
Nel collage in basso trovate i passaggi: la mia cucina è sempre molto casuale, non mi piace essere troppo precisa e fino ad ora, per mia fortuna, sono stata premiata 🙂
Ecco la mia ricetta per la preparazione delle Pallotte (dose – molto abbondante – per due persone)
– 5 fette di pane (anche raffermo va benissimo)
– 2 uova
– 200g di parmigiano
– un ciuffo di prezzemolo
– un pizzico di sale

In una ciotola separate la mollica dalla crosta e aggiungete tutti gli ingredienti assieme ad un goccino di acqua.
Lavorate fino a creare un impasto omogeneo e preparate le polpette: non c’è una regola fissa per la grandezza 🙂
Friggete le polpette in olio di semi (io scelgo quello di mais o arachidi) e lasciatele su un piatto con della carta assorbente.

Potete mangiarle a questo punto oppure aggiungerle ad un semplice sugo di pomodoro (preparato con basilico fresco e uno spicchio di aglio schiacciato), lasciarle insaporire e adoperarle per condire la pasta.
Enjoy!

 

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Esperimenti pratici di lasagna vegetariana

L’arrivo dell’autunno per noi rappresenta da sempre la voglia di rimettersi ai fornelli sperimentando.
La mia prova è consistita in una lasagna vegetariana. Rossa, perché a Max piace di più 😉
Per la sfoglia ho adoperato la pasta già pronta ma ecco cosa ho usato per il ripieno:
Spinaci
Patate
Pomodori
Peperoni
Melanzane
Se non si tratta di verdura di stagione e soprattutto se volete fare ricette, come questa, in cui è necessario cuocere per un bel po’ il mio consiglio è di acquistare tranquillamente prodotti surgelati perché le proprietà della verdura si perdono subito e non vale la pena spendere di più.
Ma solo in questi casi! Mi raccomando 🙂
Gli spinaci hanno rappresentato la parte preponderante, tutto il resto potrete aggiungerlo in parte minore.
Per fare il ripieno la verdura dovrà essere disfatta. Potete scegliere anche di passarla in frullatore.
Passiamo agli strati: cominciate con la verdura, sbriciolate un po di feta e ricoprite con il parmigiano.
Come vi dicevo io ho adoperato il sugo (fatto con aglio, olio e basilico e tirato con una cottura di un paio di ore) ma la lasagna vegetariana si presta assolutamente al bianco.
Ho voluto sperimentare la feta che non mi è dispiaciuta affatto ma se non vi piace adoperate la ricotta che è magra, buonissima e si sposa alla perfezione con il ripieno.
Ecco il risultato, che ve ne pare?
Fatemi sapere come verrà la vostra!
A presto
A.

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