cuore

Cosa rende un giorno davvero speciale?

Com’è stata la tua giornata?

Cos’è successo oggi di speciale?

Immagina di scoprire per la prima volta che il tuo ginocchio possa piegarsi, che un piccione vola, che se urli la “A” puoi aggiungerci la “R” o la “L” e prima non lo avevi mai fatto nella vita, che se ruoti la testa da sdraiato il busto segue e pure il contrario, che se sorridi ad un estraneo questo si scioglie e ti ricambia, il sapore del merluzzo, che la lingua si flette verso il mento e pure verso il naso, che puoi inarcare la schiena , ma non lo sapevi già, che hai un orecchio morbidissimo attaccato di lato ed è tutto tuo, che il tuo piede si adatta perfettamente al naso di papà, che tre mesi fa sentivi solo un rumore fortissimo ma oggi hai visto arrivare un treno, passare un tram, volare un aereo; hai visto una donna che balla, una foglia per terra o le nuvole in cielo, tutto oggi.

Sono otto mesi: sei bella, brava e sempre migliore.

Ti amiamo tanto piccolina!

E pure oggi si dorme domani…:)

M.

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L’emozione vera in un abbraccio

La famiglia è anche questo.
Non vedersi per mesi o anni e ritrovarsi a sorridere. Sempre.
Succede con la mia frazione di cuore che vive in Toscana.
Con mia cugina Vale che è più di una sorella per me, nella naturale empatia che ci ha sempre legate.
Con la sua mamma e il “su babbo”, Giovanna e Giulio, che proprio in questi giorni festeggiano 42 anni insieme.
Empatia. Affetto. Cuore.
La famiglia è proprio questo.
E’ la zia Rosa (diventata mia nonna per proprietà transitiva da quando sua sorella non c’è più) che ti abbraccia stringendoti fortissimo.
Come se fosse l’ultimo giorno che ci si vede.
L’attimo fuggente da cogliere per tenerti con se. Vicina.
Che emozione indescrivibile.
Sentire le sue braccia piccole.
Lei, morbida e profumata.
I capelli bianchi di seta.

Che mistero meraviglioso è l’amore. In tutte le sue forme.
E io oggi l’ho vissuto. Un po’ di più.
A.

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