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​Un pezzo di tour, insieme…

36 giorni, 1200 km percorsi tra sguardi entusiasti, autogrilli parlanti, poppate voraci, check in&out, tenerezze infinite, ‘passegginate’ sul naviglio, load in&out, smorfie di gioia e dolori, quarti d’ora infiniti e sound check quel che checkka, bavette, cenette o catering, rai yoyo e stand by go go.
E Greta ha fatto il suo primo viaggio a soli cinque mesi…Spero che per la strada che farai questo sia solo un inizio.

Grazie della tua pazienza, la tantissima della mamma e la elasticità di entrambe. 

L.O.Love

Papà

Vegan si – Vegan no

Mi ci sono messo pure io ad ironizzare a discredito delle recenti considerazioni dell’OMS.
Quando si parla di scelte personali però faccio un passo indietro, per rispetto dell’orientamento del singolo sulle scelte alimentari che ritiene migliori per se stesso.

Parla uno cresciuto a salsicce di fegato piccanti che ha cucinato arrosticini per gli amici ovunque, dalle rive del Naviglio Pavese alle coste del Salento passando per i tetti di via Merulana, uno che legge sull’Artusi l’identificazione della vera Chianina, che posside un coltello francese lama 21 per tritare carne di filetto da mangiare cruda alla Tartara, alla faccia del sashimismo dilagante.

Però, a parte il simpatico slogan “Vegano stammi lontano”, di cui apprezzo la creatività, non vedo perché una persona non possa essere libera da pregiudizi o giudizi sui criteri di scelta riguardo quello che decide di mettersi nello stomaco per nutrimento o gusto; non condivido la demonizzazione o la beffa eccessiva perché noialtri abbiamo fatto una scelta iniziale diversa, poi fino a che punto è scelta autonoma, consapevole e maturata sarebbe da chiederselo un pochino; io me lo sto chiedendo ma intanto non giudico nessuno…

Credo che cancerogeni, veri o falsi dell’alimentazione carnivora o comunque “animalproteica” li stabilirà solo l’archeologia nel futuro,
per ora so che chi conosco tra i “mangiaverdure” sta ‘na favola e il medico gli descrive stomaci da sedicenni anche passata l’età.

Insomma se proprio vogliamo farcele ste salsicce ai ferri, che il veleno sta nelle dosi lo sapevamo già, perché prendersela con chi ha deciso di no?
Per fare una scelta così radicale ci avrà pensato abbastanza, non vi pare?
D’altra parte, alla fine della fiera, toglie concorrenza, di che lamentarsi?

Senza polemica.

Buon appetito e tanta salute a tutti!

M.

PicMonkey Collage

L’emozione vera in un abbraccio

La famiglia è anche questo.
Non vedersi per mesi o anni e ritrovarsi a sorridere. Sempre.
Succede con la mia frazione di cuore che vive in Toscana.
Con mia cugina Vale che è più di una sorella per me, nella naturale empatia che ci ha sempre legate.
Con la sua mamma e il “su babbo”, Giovanna e Giulio, che proprio in questi giorni festeggiano 42 anni insieme.
Empatia. Affetto. Cuore.
La famiglia è proprio questo.
E’ la zia Rosa (diventata mia nonna per proprietà transitiva da quando sua sorella non c’è più) che ti abbraccia stringendoti fortissimo.
Come se fosse l’ultimo giorno che ci si vede.
L’attimo fuggente da cogliere per tenerti con se. Vicina.
Che emozione indescrivibile.
Sentire le sue braccia piccole.
Lei, morbida e profumata.
I capelli bianchi di seta.

Che mistero meraviglioso è l’amore. In tutte le sue forme.
E io oggi l’ho vissuto. Un po’ di più.
A.

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Sempre il gelato dopo la bua

Rientrando da Salerno per l’ennesima visita.
Posso decisamente affermare di aver girato tutta L’Italia in cerca di risposte. Soluzioni.
Dopo aver riflettuto a lungo ho deciso che racconterò presto questa storia.
Nel frattempo, come quando ero bambina, i miei genitori mi coccolano, accompagnandomi in macchina e comprando tante cose buone da mangiare.
Perché si mangia sempre dopo la bua 🙂
A.

Making “Pasta Margherita”

Il nome originale è “Pasta Imperiale”, ma quando una ricetta diventa una Tradizione di famiglia…

1 Gennaio. Da che mi ricordi si festeggia con tutta la famiglia guardando il concerto di Capodanno e mangiando questo piatto speciale!
Fino a quando le è stato possibile, è spettato a mia nonna preparare la pasta che, in modo naturale, ha preso il suo nome: “Margherita”
Vi lascio con piacere la ricetta.
Mi auguro che assaggiandola potrete provare lo stesso benessere che vivo io, mangiandola anno dopo anno.
Auguri e, Buon Appetito!
A.

PASTA MARGHERITA

1 etto di burro
1 etto di farina
1 etto di parmigiano o grana
4 uova (temperatura ambiente)

Preparate l’impasto e aggiungete solo alla fine una bustina di lievito per torte salate.
Infornate a 160° x 45 minuti.
Lasciate raffreddare e tagliate a dadini la torta salata.
Immergete i dadini nel brodo di carne (manzo).

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