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Sull’odore dei panni stesi e la felicità

Siamo tutti sospesi, per un motivo o l’altro… Fermi in momenti di vuoti, di fiato corto… di nulla. Condizione invadente, ma necessaria. Sostenuta da questa convinzione, immagino che molti vivano al mio stesso modo. Profondamente. Quell’attimo di assenza, di inutile immobilità… Perché proviamo a cambiare le cose, a muovere di un passo la nostra vita… Ma in questa, di vita, non ci è sempre concesso di muovere le fila del nostro destino da soli. Così. Come la stessa umana natura vorrebbe. Poi arriva un attimo, il momento di un fiato, un ritaglio d’incanto nella tua quotidiana insofferenza. Ed è di questo che vi scrivo oggi… Di quel respiro di indipendenza, di completezza… Sei sul tuo terrazzo. Batte un tiepido solo di primavera. I pappagallini prigionieri del tuo vicino cantano. Comunque. Il tuo cane scodinzola cercando un angolo di ombra. Le mani di tuo marito fanno tic su una tastiera. In mano, le lenzuola umide e profumate del bucato di questa notte… Chiudi gli occhi, respiri il cielo terso di azzurro, la vita che ti sta attorno e per questo secondo di semplicità sei grato. Perché ora vale tutto. Perché senti di poter fare quello che sogni. Perché in questa minuscola, impercettibile frazione di umanità stai racchiudendo il tuo macrouniverso. E vivi il vuoto, in pace. Davvero. Ora

A.

 

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