Italy

Sull’ingenuità

Oggi mi è capitata una scena che non vivevo da tempo…

Dietro c’è tutto un mondo (o perlomeno io ce l’ho visto) più grande, popolato da individui che sono entusiasta sapere ancora vivi…un mondo di ingenuità bambina, di stupore, di felicità piccola, fatta di un attimo.
Siamo a Pescara, Auchan aeroporto: due signore sui 70 e un bambinone, occhi umidi e dita aggrappate ad una rete, scelgono con cura una posto.
Chiacchierano, si guardano attorno con grandi sorrisi e un senso di attesa che arriva fino a me, che li guardo dietro i finestrini umidi della mia auto.
Il loro obiettivo è la visuale perfetta su di un campo.
Lo show non durerà più di una manciata di secondi e in poco tempo il mistero è svelato.
Lo spettacolo è il decollo di un aereo.
Naso all’insù e silenzio. Poi un sorriso grande. Ci si ricompone velocemente e poi via, in macchina.

A.

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Buy/Eat local – Dall’Abruzzo con Amore

 

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Comprare bio e local sta diventando sempre più un fenomeno fashion…noi vogliamo invece con forza ribadire il concetto che di modaiolo, nel mangiare prodotti del posto, non deve esserci nulla.
Oggi abbiamo fatto una chiacchierata con la proprietaria di una bottega che ci ha raccontato delle vere chicche consigliandoci sull’acquisto di questo marchio che realizza la pasta in regione con farine LOCALI.
Dimentichiamo quindi il puro “fenomeno” e parliamo di sostenere realtà medio-piccole che sfruttano, in senso ovviamente positivo, il nostro territorio.
Buon appetito!
A.

Se fàmo du’ spaghi?

Pubblicare “a’ matriciana mia” (sua di Aldo Fabrizi) rappresenta uno spunto, un invito a godersi un bel piatto di pastasciutta fumante.
Perché no?

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Opera gastronomica oggi tanto raffinata, rigenerata, svecchiata, camuffata, quanto semplice ieri, ai tempi della civiltà contadina, delle carestie della guerra e della fame degli emigranti.

Non se ne abbiano le rappresentanti del sesso gentile, sempre a caccia di quel chilo in meno che nessuno loro impone se non i patinati rotocalchi, gravidi di starnazzanti ochette ritoccate di questo o quell’altro turno.

Con misura e raramente, concedete allo spirito e al corpo, alla faccia delle diete zonali e tisanoreiche.

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La più bella frase che abbia sentito ad una prova d’orchestra da un grande maestro è stata:
“Signori, per favore, suonate a fondo, riempite le note, non abbiate paura di esagerare; perché
nella musica il grasso è ancora considerato qualcosa di bello!”…e io credo che nella cucina valga lo stesso.

E allora basta ai troppi convenevoli da aperitivo, nostra invenzione originariamente solo da bere che, emigrata oltreoceano agli inizi del novecento, torna negli anni settanta in versione mangereccia per influsso dell’ “happy hour”, trovata commerciale risalente ad allora negli States.

Inoltre, dico la verità, col tempo sono diventato un po “anti-antipasti” (fateci caso, capro espiatorio del giorno dopo, sempre nominati quando si dice: “è l’antipasto che ci ha rovinati!”…d’altra parte il destino sta nel nome).

Insomma, senza poche premesse andate dritti al sodo, anzi, al dente: mezzo chilo di rigatoni o due fili cotti il giusto, salsa di pomodoro con odori, colori e fantasia, una spolverata di formaggio soffice, un buon bicchiere di vino e……buon appetito.

M.