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Benvenuto davvero

Lo sapete, Love Rocks è un blog a 4 mani (e 4 zampe :)).
Doppio post allora e Buon 2016 a tutti voi!

L’anno di Ale

Definirlo “annus horribilis” sarebbe eccessivo…ma è pur vero che questo 2015 con me clemente non lo è stato…
Non mi mancherà quindi.
No, direi proprio di no.
Le riflessioni però, si sa, sono sempre dietro l’angolo quando si tratta di dare una svolta metaforica alla nostra vita.
Quando speriamo di aver imparato dalle brutte esperienze, dalle delusioni cocenti e da quelle che si rinnovano perché, diciamolo, non è semplice apprendere e applicare. Pur applicandosi 🙂

Quel che credo quindi è che cercherò di raccogliere quello che ho seminato e continuerò a seminare.
Proverò a difendermi meglio, a parare i colpi.

Proverò però anche ad accogliere. Amici, emozioni ed esperienze.
Un po’ di più di quanto io abbia fatto. E qui posso impegnarmi davvero!

L’amore poi…anche qui c’è da migliorare…continuando ad affinarsi mantenendo sempre la propria identità.
Cercando di avere pazienza e non perdendo la mia proverbiale severità 😉

L’anno scorso a Firenze, dopo un viaggio nella tormenta di neve, brindavo con una carissima amica facendo incetta di confidenze e coccole.

Questi ultimi giorni mi hanno regalato, con un’altra grande amica, una nuova premura.
Qualcosa che, se pur farò fatica ad applicare, non dimenticherò mai.
E quindi grazie agli amici, quelli veri.
Si. Possiamo concluderlo così quest’anno.
Tra gli amici veri.
Auguri a tutti voi Lovers!

A.

L’anno di Max

L’anno che verrà è la cosa più bella dell’anno che passa; senza polemiche o vittimismo.

Magari festeggiamo soprattutto per coltivare questo pensiero, normalmente preferiamo nutrire speranze che tirare bilanci.

La natura umana fortunatamente ci suggerisce di guardare alle piccole speranze sorpassando le grandi delusioni.
Realizzare i sogni ci tiene vivi; alle volte i sogni sopiscono sotto la cenere come la brace, in attesa di rinfocolare ardentemente ma senza mai spegnersi.

Un anno è tanto o poco ma principalmente è tempo:
“Il tempo è l’unico vero capitale che un essere umano ha e l’unico che non può permettersi di perdere” (T.Edison)

Quello che mi augurerei per domani, l’anno a venire, quelli dopo, e auguro a tutti intorno a me è la ricchezza del tempo.
Il tempo che dispone, che lascia spazio per sognare ma anche agire e realizzare;
perché in un anno può succedere qualcosa di meravilgioso o qualcosa di terribile, ma il tempo non si ferma.
Perché un anno non è niente per l’albero in Svezia che ha novemilacinquecentocinquantasette anni ed era tanto per me, quando ne avevo uno solo;
se si ha tempo davvero non importa che anno sia, se sia a metà, finisca o stia iniziando.

Auguri

M.

 

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The gift: l’amore senza parole

L’amore è un dono.
L’amore è equilibrio, generosità. Devozione.

Questo è il punto di vista sul sentimento più grande raccontato, rigorosamente senza parole, in the Gift, cortometraggio prodotto da Cecilia Baeriswyl e diretto da Julio Pot.
Non l’avete ancora visto?
Non potete perderlo!

 

Degust(esc)ion for Dummies pt.2

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Why/Perché?

Vi-no: due sillabe che contengono una realtà infinita, affascinante, estesa e dispersiva come è l’universo, con tanto di stelle luminose, galassie, pianeti e, credo,  altrettanto suggestiva.

Perfino  più facile da osservare, navigare o esplorare, conoscere e possedere.
Come?
Vi confesso, a bassa voce, che  abbiamo un piccolo vantaggio.
Non per vanto, anzi tutt’altro, ma va detto che  viviamo in un territorio  il quale, checché ne dica Standard & Poor’s per scoraggiarci o facciano i capi di stato per umiliarci, è il Centro (pausa) della (pausa) Terra (pausa) !!
La parola Mediterraneo vi suona familiare?
Se Tedeschi,  Giapponesi e Americani passano da qui di continuo qualche motivo ci sarà, no?

Che c’entra?
Vero che pure in Australia, in America Latina e nel Medio Oriente si produce vino e in certi casi eccellente.
Ma esiste una differenza sostanziale:
il nostro territorio ha un clima, una frammentazione territoriale e una varietà del frutto della vite e delle tecniche di vinificazione ereditate dalla nostra storia contadina e vitivinicola  che, insieme alla Francia e un po’ alla Spagna, ci rendono unici al mondo.
Fortunelli insomma.
Facciamoci un po’ i fighi… se Steve Jobs è nato col vantaggio di vivere nella Silicon Valley, tra  diritti d’ingegno e circuiti integrati, tra aziende innovative e creativi, noi siamo nati in un territorio altrettanto ricco, di storia ed eventi, di terreni fertili e umanità, di semplicità, di morbide colline, di mare e montagna, di acqua e minerali, di sole e natura, pieno di vita e arricchito nei secoli da coltivazioni di ogni specie come la vite (a filari o a tendone), la pianta da cui nasce l’uva.
Vi pare poco?
Questa cosa mi ha sempre fatto sentire responsabilizzato in qualche modo…
“chi c’ha il pane non c’ha i denti e chi c’ha i denti non c’ha il pane” … diceva un antico proverbio romano.

Noi abbiamo il pane, tanto pane e  forse solo di recente ci stiamo facendo ricrescere i denti, a qualcuno non sono mai caduti, ma in ogni caso..
Siamo storicamente il “centro della terra” e orgogliosamente “la regione mondiale” del vino.

Lo sapevate? Sapevatelo!

Quello che dico è che questo dato dovrebbe renderci responsabili di gestire un patrimonio così, ereditandolo consapevolmente, facendone tesoro e (QUANTOMENO) conoscendolo.
Gli strumenti li abbiamo sotto il naso, nel nostro DNA, e di naso è proprio giusto parlare 😉

M.