naso

#What – Degustation for Dummies “la conclusione” :)

Andare a naso, letteralmente ma pure metaforicamente.

Letteralmente perché senza il naso non riusciremmo a percepire come facciamo.

Ad esempio, l’aroma è la caratteristica sensoriale data da un cibo o da un’altra sostanza derivante dalla combinazione di odore e sapore. Cosa sarebbe il mondo senza aromi?
Chi berrebbe appena sveglio una tazzina di acqua calda scura altrimenti?

Metaforicamente per conoscere quello che beviamo e bere bene.

Io ho conosciuto un po’ il vino grazie al cielo, anzi grazie all’etere, ascoltando un’intervista alla radio con un enologo, che diceva: “fidatevi di voi!!”

 

“E’ così complesso e articolato l’universo del vino, che potrei subissarvi di consigli, tante sono le complessità, i luoghi comuni e perfino i raggiri, ma affidatevi all’istinto e al buon senso che saprete benissimo orientarvi da soli, se avrete coerenza, curiosità, pazienza e un po’ di memoria, con l’intuito sarete i migliori sommelier di voi stessi”.

 

Prendo un ultimo esempio che insegna molto sulle teorie del vino…

Tra le regole dell’abbinamento (tale vino con certo cibo), esiste un principio detto “abbinamento per  territorialità” che stabilisce che a monte di qualsiasi regola che un bistecca fiorentina sta benissimo con un vino maremmano, che il Lambrusco va a braccetto col cotechino, che il Frascati è perfetto per la carbonara e il Cerasuolo d’Abruzzo  per la Matriciana.

Il luogo in cui siete nati si abbina perfettamente col vostro gusto per il vino, innato e sofisticato.

Il clima, il territorio come il vino e il cibo fanno il vostro ambiente, lo descrivono e caratterizzano e in qualche modo, si trovano nel vostro carattere, nella vostra personalità e nel codice genetico.
Sono vostri e così è vostro il gusto che vi appartiene e a cui appartenete.

Lo avete nel sangue, scopritelo!
Act  global, think local 😉

 

Nessun razzismo, nazionalismo o campanilismo ma il mondo è bello perché è vario e così è il vino.

Lasciamo la birra ai paesi nordici e alla nobilissima Sardegna, abbracciamo il nostro patrimonio inestimabile che è l’uva che cresce sulle nostre colline.

Si dice “La birra la fa l’uomo, il vino lo fa Dio”, si ride dicendo “Chi beve birra campa cent’anni, chi beve vino non muore mai”

Vale la pena , no?

Ooh!
Io ce l’ho messa tutta, spero di avervi persuasi.
Apriamo una bottiglia?

M.

 

wine

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Andiamo a naso – Degust(esc)ion for Dummies pt.3

vin

Il naso è il nostro riferimento.

Abbiamo parlato dell’importanza della nostra terra e della nostra storia, ma altrettanto importante è il naso, e di conseguenza la gola.

L’olfatto sarebbe il nostro senso più atavico, primo e più antico (basta guardare gli animali, simili a come eravamo noi prima), per questa e/o qualche altra ragione è più di tutti gli altri quattro,  il senso  esposto a maggior rischio di atrofizzazione nell’evoluzione della nostra specie; ancora, (così come il pc va più lento quando apriamo troppe finestre) è accaduto in secoli che l’olfatto abbia preso ad un certo punto a condividere i suoi potenziali recettivi con la mente: a gomitate ha cominciato ad occupare più spazio lei (come una coppia quando a letto si contende le coperte nel sonno).
In qualche modo quindi si è formato un braccio di ferro tra:

naso-mente intuitiva da un lato,
cervello- mente riflessiva dall’altro;
in mezzo ci sono molte sfumature, ovviamente non siamo tutti uguali.

Fine puntata scientifica, pausa caffè 🙂

Ora,  pensate a tutti quelli che conoscete.
Fate mente locale sulle persone che più di altre hanno l’olfatto più sviluppato o allenato: saprete notare che sono sicuramente persone dotate di un maggiore senso intuitivo, Sherlock  Holmes senza pipa, individui che appena più di altri sanno astenersi da riflessioni ingombranti per abbandonarsi a pensieri nuovi, spiccanti e rivelatori,  trovando delle verità, che poi si verificano effettive, sulla base di pochi elementi.

Ecco perché si dice “andare a naso”, si usa l’istinto;
tra mente e istinto la ragione starà pure qui nel mezzo ma sono importanti tutti e due e quindi recuperiamo l’equilibrio!

Chi usa il naso sa quello che non si vede,  sa quello che non si dice,  non si legge e non si ascolta.
Il vino, che vorremmo conoscere meglio, è creatura  viva, affascinante e inebriante ma soprattutto comunicativa, ci parla e ci fa parlare;
quando parla racconta molte cose e parla soprattutto in questa lingua, la “lingua del naso”.

Intuito e intuizione quindi.

In due parole…Elementare Watson 🙂

M.