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Vegan si – Vegan no

Mi ci sono messo pure io ad ironizzare a discredito delle recenti considerazioni dell’OMS.
Quando si parla di scelte personali però faccio un passo indietro, per rispetto dell’orientamento del singolo sulle scelte alimentari che ritiene migliori per se stesso.

Parla uno cresciuto a salsicce di fegato piccanti che ha cucinato arrosticini per gli amici ovunque, dalle rive del Naviglio Pavese alle coste del Salento passando per i tetti di via Merulana, uno che legge sull’Artusi l’identificazione della vera Chianina, che posside un coltello francese lama 21 per tritare carne di filetto da mangiare cruda alla Tartara, alla faccia del sashimismo dilagante.

Però, a parte il simpatico slogan “Vegano stammi lontano”, di cui apprezzo la creatività, non vedo perché una persona non possa essere libera da pregiudizi o giudizi sui criteri di scelta riguardo quello che decide di mettersi nello stomaco per nutrimento o gusto; non condivido la demonizzazione o la beffa eccessiva perché noialtri abbiamo fatto una scelta iniziale diversa, poi fino a che punto è scelta autonoma, consapevole e maturata sarebbe da chiederselo un pochino; io me lo sto chiedendo ma intanto non giudico nessuno…

Credo che cancerogeni, veri o falsi dell’alimentazione carnivora o comunque “animalproteica” li stabilirà solo l’archeologia nel futuro,
per ora so che chi conosco tra i “mangiaverdure” sta ‘na favola e il medico gli descrive stomaci da sedicenni anche passata l’età.

Insomma se proprio vogliamo farcele ste salsicce ai ferri, che il veleno sta nelle dosi lo sapevamo già, perché prendersela con chi ha deciso di no?
Per fare una scelta così radicale ci avrà pensato abbastanza, non vi pare?
D’altra parte, alla fine della fiera, toglie concorrenza, di che lamentarsi?

Senza polemica.

Buon appetito e tanta salute a tutti!

M.

PicMonkey Collage

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L’emozione vera in un abbraccio

La famiglia è anche questo.
Non vedersi per mesi o anni e ritrovarsi a sorridere. Sempre.
Succede con la mia frazione di cuore che vive in Toscana.
Con mia cugina Vale che è più di una sorella per me, nella naturale empatia che ci ha sempre legate.
Con la sua mamma e il “su babbo”, Giovanna e Giulio, che proprio in questi giorni festeggiano 42 anni insieme.
Empatia. Affetto. Cuore.
La famiglia è proprio questo.
E’ la zia Rosa (diventata mia nonna per proprietà transitiva da quando sua sorella non c’è più) che ti abbraccia stringendoti fortissimo.
Come se fosse l’ultimo giorno che ci si vede.
L’attimo fuggente da cogliere per tenerti con se. Vicina.
Che emozione indescrivibile.
Sentire le sue braccia piccole.
Lei, morbida e profumata.
I capelli bianchi di seta.

Che mistero meraviglioso è l’amore. In tutte le sue forme.
E io oggi l’ho vissuto. Un po’ di più.
A.

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Love is in small things

L’amore è nelle piccole cose…
E cosa c’è di più vero?
L’illustratrice coreana Puuung cattura i piccoli, semplici momenti che raccontano una storia d’amore…
E voi? Quale di questi momenti preferite o vorreste rappresentare?

Trovate i meravigliosi racconti di Puung sulla sua pagina Facebook.
Se invece volete sostenere il suo dolce progetto con un contributo potete farlo attraverso la campagna che ha promosso su KickStarter

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ALBA

Ha il suono del verso degli uccelli…

cantano a squarciagola come il gallo alle prime luci,

come il mandorlo fiorisce ai primi accenni impercettibili di primavera.

A ricordarci che non siamo soli al mondo e che tutto è un ciclo,

come fa la natura, come dicono gli storici. Come sa sentire solo la donna.

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Ha il giallo delle luci della civiltà dell’uomo e l’azzurro del regno di Dio,

ha il rosso incandescente del fuoco che alimenta il giorno, l’acqua e la terra;

sono luci che svelano l’infinitamente piccolo. E riflettono l’immenso.

Tutto quello che potrebbe desiderare un moribondo in un letto d’ospedale,

guardando fuori dalla finestra e cercando la vita, desiderandola più di ogni altra ricchezza, l’alba ce l’ha e lo regala ogni mattina.

Mi fido dell’alba,  ascolto l’infanzia del giorno, così, come mi affido alla maturità della sera.

M.

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